Volontario all’improvviso.

18/10/2017

“Non ero preparato a ciò che avrei vissuto là dentro” confessa Antonio narrando la sua esperienza. Antonio varca la soglia di Casa Ronald per la prima volta il giorno dopo l’epifania “Lo ricordo come fosse ieri” e, senza troppi preamboli, nel giro di pochi istanti si trova in cima a una scala a smontare gli addobbi natalizi: “Un compito quotidiano, come se lo facessi per casa mia. Ero un perfetto estraneo, non sapevo nulla della Casa, e mi hanno trattato subito come uno di famiglia. Mi ha colpito”. E chi non resterebbe colpito? Il clima ‘normale’ della Casa mette a proprio agio chi dedica qualche momento libero, come Antonio: “Avevo già fatto il volontario e cercavo un’esperienza simile”. Quel primo impatto lo motiva: “Così ho maturato la decisione di diventare volontario fisso”. Da allora la sua quotidianità si riempie di momenti toccanti: “Ricordo una bambina venezuelana. Triste, depressa, fin da quando era arrivata. Un giorno abbiamo giocato a 1,2,3 stella! e per la prima volta l’ho vista sorridere, poi addirittura scoppiare a ridere, di gusto. Indimenticabile!” È ciò accomuna i nostri volontari, l’emozione di portarsi a casa un’esperienza che ti prende. Se senti di volerla vivere da vicino anche tu, prendi contatti con la Casa Ronald più vicina, offrendo qualche ora del tuo tempo, come Antonio. Che non ha dubbi “Casa Ronald per me è il calore di un abbraccio”.